Identikit del Made in Italy digitale

ASSINTELdigitale ha tracciato un profilo delle nuove imprese digitali, che si occupano di servizi web, attive nel Mobile e Internet of Things, nel Software e Big Data, nella Consulenza, nei nuovi Media Sociali, nel Design, nelle Produzioni multimediali e nel Digital Entertaintment, e che in Italia, nonostante la crisi, crescono per numero, addetti ai lavori e previsioni di fatturato.
Giorgio Rapari, presidente Assintel ha, infatti, affermato che: “in Italia esiste un universo fluido di nuove imprese che, nonostante la crisi strutturale, funzionano. Portatrici di innovazione, sono le punte di diamante di una nuova imprenditoria che dobbiamo riconoscere e valorizzare, perché contribuisce in maniera decisiva all’innalzamento del nostro PIL e della nostra competitività”.
Ma quali sono le caratteristiche di questa nuova generazione di imprese? Sono piccole e medie imprese, con mediamente 17 collaboratori e un fatturato di 1.000.000 di euro. Ma il 44% di esse, data la “giovane età”, si colloca sotto i 100.000 euro l’anno di fatturato, generato principalmente da attività b2b e in Italia. Il 63% delle imprese è stato avviata direttamente per sfruttare nuovi paradigmi digitali, mentre, il restante 37% rappresenta una evoluzione di”vecchie” imprese IT e agenzie.
Il lavoratore digitale è nella maggior parte dei casi under 35, maschio (64%), laureato (il 65%) o addirittura con master/dottorato/PHD (12%) e proviene da un’esperienza lavorativa all’estero (29% nelle imprese digital native). E ha un contratto atipico! Contratti a progetto e Partite IVA vanno per la maggiore, soprattutto per le imprese native digitali, in cui offrire un contratto a tempo indeterminato è difficile per via dei costi dello Stato sul lavoro. Proprio quest’ultimo aspetto rappresenta una delle maggiori criticità segnalate dai titolari delle imprese digitali, assieme alle difficoltà di accesso al credito bancario e alla scarsa disponibilità in Italia di investimenti privati.

 

12 Lug 2013
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