Economia mobile in Europa

Il settore delle telecomunicazioni mobili in Europa è giunto a un momento cruciale, secondo il report pubblicato da GSMA “Mobile Economy Europe 2013”. Nel 2012, l’intero settore ha generato il 2,1% del PIL europeo e ha generato 394.000 posti di lavoro. Nonostante questi numeri importanti e nonostante abbia la più alta percentuale di abbonati unici (con una penetrazione del 79%), l’Europa è l’unico Paese in cui i ricavi sono in calo, passando dai 173 miliardi di euro del 2011 ai 163 miliardi del 2012.
L’Europa, che è stata a lungo considerata un pioniere nel settore mobile, ora sta rimanendo indietro nello sviluppo delle infrastrutture, in particolare per quanto riguarda la rete 4G/LTE. A sottolineare il divario tra Europa e gli altri Paesi mondiali nell’adozione delle tecnologie mobili di nuova generazione ci pensano i numeri: alla fine del 2012 le connessioni LTE in Europa erano lo 0,3% del totale, contro l’11% negli Usa e il 28% in Corea del Sud. Questo si traduce in una velocità nella trasmissione di dati maggiore del 75% negli Usa rispetto alla media Europea. Un divario che è destinato ad aumentare con il passare degli anni.
Secondo Anne Bouverot, Direttore Generale della GSMA, occorrono politiche che incoraggino investimenti nella connettività a banda larga, che permettano l’innovazione e che aiutino ad aumentare la fiducia dei consumatori nei confronti dei servizi in rete.
Il report evidenzia le contraddizioni e le difficoltà nello sviluppo delle tecnologie di nuova generazione in Europa, ma suggerisce anche in che modo colmare il divario e accelerare la realizzazione di un’Europa connessa. Per una lettura più approfondita http://gsmamobileeconomyeurope.com/

6 Set 2013
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