Google vale e conta come e forse più di uno Stato G7

Google ormai si muove su due fronti, per poter mantenere il predominio in quello che è il proprio core business, ovvero il searching: si muove cavalcando le tecnologie che sfruttano il Web semantico e si muove studiando applicazioni Web oriented che gli diano la possibilità di “fidelizzare” i clienti (gli utenti) all’interno dei propri account, per non farli andare via.
Così, guardando i movimenti del colosso di Mountain View dall’alto, vediamo che gli step sono:
– creazione di software Web based che permettano la generazione e la fruizione di documenti condivisi.
– creazione di software su misura per la sincronizzazione di tutte le Web application Google di cui sopra con qualsiasi dispositivo mobile, vedi Google Sync per BlackBerry, iPhone, Nokia o Windows ad esempio.
– creazione di formati di esportazione dei “componenti” Google in qualunque formato esterno (vedi GDocument o l’esportazione della rubrica di Gmail in vari formati).
– acquisto di aziende punta di diamante del Web semantico

Proprio su questo punto mi vorrei soffermare oggi: cos’è il Web semantico?
“I motori di ricerca solitamente rispondono alle domande dei loro utenti cercando di far collimare le parole contenute nella ricerca con le parole chiave raccolte indicizzando in maniera automatica il web e ordinando i risultati in base alla loro popolarità. In questo modo, però, non è possibile rivolgere ai motori di ricerca delle domande che richiedano la comprensione del significato della domanda stessa da parte del motore di ricerca. Si cercano ad esempio informazioni su Boston intesa come città (e negli Usa ce ne sono ben 26) o come gruppo rock?
Il web semantico ha invece l’obiettivo di organizzare le parole-chiave per gruppi, definendone il senso e permettendo così di riorganizzare le pagine web sulla base del loro significato e quindi di trovare risultati più aderenti alla realtà. La principale difficoltà nel costruire gli enormi archivi di parole, legate fra loro con complessi rapporti basati sulle sfumature del senso a seconda del contesto, è il tempo e il dispendio di energie necessario.”

Alla luce di quanto appena letto, è semplice capire il perchè Google abbia acquistato Metaweb, società specializzata nella catalogazione e archiviazione delle ricerche sulle pagine Web e il loro significato.
La corsa di Google verso il dominio del searching assoluto (monopolista) sembra non conoscere ostacoli e non fermarsi mai, con le notevoli conseguenza socio politiche che ne derivano; proprio l’altro giorno, il Ministro Giulio Tremonti, che non è un informatico ma in quanto a potere economico di certo ne capisce, ha detto queste parole: “Per suo conto, Google vale e conta strategicamente ormai come e forse più di uno Stato G7“.

21 Lug 2010
Seguici