I più grandi flop tecnologici della storia

Il disastroso debutto dell’iPhone 4 di queste settimane, pone l’attenzione su un fatto innegabile ma del quale a volte ci si dimentica: nessuno è perfetto.
Da Microsoft ad Apple, da Google (con il suo Wave ad esempio) a Airbus, anche i grandi sbagliano, solo che quando sbagliano loro il prezzo da pagare è sconcertante.
Qualche giorno fa Kevin Turner, direttore generale di Microsoft, s’è lasciato sfuggire una dichiarazione “L’iPhone 4 è il Vista della Apple” frase che la dice lunga sulla considerazione che c’è all’interno delle stessa Microsoft rispetto al sistema operativo con il nome più bello ma le performance più imbarazzanti che la casa di Readmond abbia mai prodotto: un flop totale, di pubblico e di critica, che è diventato una sorta di simbolo della disfatta.
Ma Microsoft non è certo l’unica grande azienda a fare errori madornali che poi paga con mancati guadagni di milioni di dollari ed Apple, proprio in questi giorni, pare essere la prossima candidata a parlare del proprio device come di un errore.
Ma quali sono stati gli errori “tecnologici” più cari della storia?
Questo interessante articolo su ilsole24ore.com ce ne spiega alcuni molto curiosi:
“Il più clamoroso disastro software della storia, è senz’altro quello dell’Ariane 5, il razzo dell’Esa da 7 miliardi di dollari che esplode nel ’96, 40 secondi dopo il lancio, solo per colpa di un errore nell’algoritmo chiamato a calcolare il sistema inerziale. Ma che dire dell’Airbus A380? Il più grande aereo del mondo subì costosissimi ritardi perché la doppia squadra di ingegneri in Francia e in Germania, senza saperlo, aveva lavorato per anni sul sistema di Cad, computer assisted design, usando due versioni diverse del software, parzialmente incompatibili fra loro. (…) Quanto all’hardware, la Intel – come Apple oggi – si trovò in difficoltà quando una delle prime versione del suo chip Pentium, per un difetto di costruzione, in alcune (e rare) occasioni sbagliava nel compiere le cosiddette operazioni in virgola mobile: la campagna di richiamo, costò allora 475 milioni di dollari. Anche se, su questo fronte, c’è a chi è andata peggio: nel 1997, la Ford fu costretta a riparare 7,9 milioni di veicoli, per via del sistema di accensione che (rare volte) prendeva fuoco. Ma quando si parla di elettronica di consumo, il più grande “richiamo” della storia risale al 2006, quando la Sony dovette rimpiazzare 7-8 milioni di batterie che (altrettanto raramente) si incendiavano.”

Ovviamente leggete il resto dell’articolo alla fonte originale, vi assicuro che è molto interessante, ma la riflessione che voglio fare prima di chiudere è tra il serio ed il faceto: che cosa faranno mai ai responsabili che generano perdite per 7 miliardi di dollari?
Li crocifiggeranno in sala mensa?

20 Lug 2010
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