Pubblicazione sull’App store: le regole che ci piacciono

Tra le linee guida rilasciate da Apple, che è necessario rispettare per ottenere il consenso alla pubblicazione di applicazioni su App Store, ce n’è una che ci rende particolarmente felici:

Apps that are not very useful, unique, are simply web sites bundled as Apps, or do not provide any lasting entertainment value may be rejected

 

In pratica Apple non approva più applicazioni che non sono altro che la visualizzazione di pagine internet senza funzionalità native.
Questo perchè molte cosiddette Software House per mobile si sono limitate ad imparare a creare app che non fanno altro che mostrare semplici pagine web all’interno dell’applicazione, senza sapere sviluppare nativamente nel linguaggio Objective-C con tutte le feature e le possibilità che esso offre.
Ciò ha portato, nei primi anni di vita di iOS, ad un proliferare di app costituite semplicemente da custom browsers ed Apple ha deciso giustamente di impedire questa evoluzione delle applicazioni distribuite sul proprio Store.
Oltre al tentativo di mascherare un semplice sito web ottimizzato per il mobile come applicazione, una soluzione di questo tipo renderebbe del tutto inutile lo sforzo di avere app native per i vari dispositivi: non si potrebbero sfruttare le tecnologie e le funzionalità da essi offerti, non si potrebbe avere un’app funzionante e operativa offline, e si richiederebbe una connettività costante, obbligando l’utente ad un intenso consumo di traffico dati e di occupazione di banda.
Infine le prestazioni, la velocità e la fluidità sarebbero ovviamente peggiori da tutti i punti i punti di vista rispetto ad un’app sviluppata pienamente con tecnologie native.

 

Questo ovviamente non vuol dire che inserire pagine web all’interno di un’app sia sempre inutile o dannoso, nè che non sia buona pratica preparare una versione del proprio sito web ottimizzata per i dispositivi mobili, ma che è giusto premiare le società che seriamente si sono impegnate fin dall’inizio, con un notevole impegno di risorse, tempo ed energie, a imparare e perfezionare le tecnologie di sviluppo native delle varie piattaforme.
Premiarle significa premiare la ricerca, l’investimento in nuove tecnologie e soprattutto chi si impegna con serietà e professionalità per fornire ai propri clienti il miglior servizio possibile.

31 Ott 2012
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