Google Gears fa la fine di Wave

Qualcuno probabilmente si ricorderà di che cosa fosse Google Gears e di come fosse stato lanciato in maniera non troppo pomposa ma decisamente entusiastica.
Google Gears è un’applicazione web beta offerta da Google in grado di fornire accesso off-line ad alcuni servizi che solitamente funzionano on-line.
Essa installa un database engine, basato su SQLite, sul sistema del client per archiviare in locale i dati. Le pagine così abilitate da Google Gears utilizzano i dati della cache locale al posto dei servizi on-line.
Usando Google Gears, un’applicazione web può periodicamente sincronizzare i dati nella cache locale con il servizio on-line. Se non è disponibile una connessione in rete, la sincronizzazione sarà differita fino a quando la connessione non verrà stabilita nuovamente. Quindi Google Gears consente alle applicazioni web di lavorare anche quando l’accesso ai servizi della rete è assente. (Wikipedia).
Nel lontano 2007 se ne parlava in questi termini: “L’avreste detto che il leader mondiale nelle web application avrebbe lanciato un’estensione per browser dedicata alle applicazioni offline??
Sembrerà anche paradossale, ma quella che a una prima analisi può apparire come un’entrata in un nuovo mercato (quello delle applicazioni offline), è in realtà una mossa vincente di primaria importanza con un valore di “complementarità” nei confronti del lavoro già svolto: una mossa che, come alcuni hanno già detto, trasformerà, con l’implementazione di Gears in tutti i software Google, l’intero panorama dei web services di BigG.”
Beh, a quanto pare sembra proprio che si abbia di fronte una di quella situazioni un po assurde, situazioni in cui una azienda planetaria come Google lancia un servizio il quale viene superato dalla tecnologia parallela, non proprietaria e standardizzata, in questo caso quella di HTML5.
“La promettente tecnologia Google Gears, lanciata nel lontano 2007 con lo scopo di rendere disponibili le web application anche in assenza di un collegamento alla rete, ha fatto il suo tempo.
Con un post apparso qualche giorno fa sul blog di riferimento, lo sviluppatore Ian Fette ha ufficializzato quanto era ormai evidente da mesi: il colosso ha deciso di abbandonare Gears in favore delle funzionalità analoghe, ma standardizzate, rese disponibili dal nascente HTML 5.”

Insomma, anche Google fa i suoi errori di valutazione e quello che più interessa di questa situazione è il fatto che le tecnologie non sempre, se lanciate anche da grandi aziende, risultano poi vincenti. Gears e Wave, ad esempio, sono due enormi buchi nell’acqua di Google, buchi che non hanno inficiato l’immagine di Big G ma che comunque dimostrano l’umanità dell’azienda stessa.

8 Nov 2010
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