La guerra per il dominio del mondo tra Google ed Apple

Una volta era Microsoft contro tutti.
Nei tempi in cui le Web Application non erano ancora state inventate, nei periodi in cui il Web era un embrione senza un futuro certo, nei momenti in cui le uniche reti erano quelle aziendali Microsoft, era la software house più potente del pianeta, anzi l’azienda più potente del pianeta.
Su tutti i PC del mondo (o almeno sul 90%) girava un sistema operativo Windows e gli standard de facto del lavoro aziendale erano dettati dalla suite Office.
Poi è arrivato Internet e le cose sono cambiate: grazie alla Rete abbiamo avuto la necessità di cercare, il search è diventato un vero e proprio ramo tecnologico e dalla babele di motori di ricerca dei primi anni 2000 (Altavista, Lycos, Yahoo!) ne è uscito vincitore quello che forse pareva il più debole di tutti, e cioè Google.
A questo punto Google inizia a creare applicazioni Web sempre più potenti che in origine, all’alba della Rete e senza infrastrutture per aumentare la banda, non preoccupavano Microsoft ma che a breve avrebbero dato da pensare anche alla casa di Readmond.
In tutto questo Apple ha continuato il suo percorso, senza troppa lucidità per dirla tutta, fino all’intuizione delle intuizioni, la banalità che se sviluppata diventa genialità: un telefono che faccia TUTTO ed una interfaccia alla quale abbinarlo (interfaccia proprietaria) che venda TUTTO, così come farebbe un negozio.
Detto fatto, esce l‘Iphone che in abbinamento ad iTunes diventa un fenomeno planetario, fa dire addio ai cellulari tradizionali, annichilisce i palmari e fa nascere una nuova generazione di persone che comunicano in modo diverso, che comunicano in mobilità grazie ai social, che comprano brani musicali invece di beni e eBook invece di libri.
Microsoft si trova sempre più spaesata e tenta di mettersi al riparo, tenta di rincorrere ma al momento non riesce a rimanere al passo e resta ancorata al suo core business senza però svilupparlo davvero: Windows e Office rimangono sempre uguali a se stessi pur cambiando scatola e versione.
Oggi le cose sono cambiate, sono cambiate tantissimo, e con i classici tempi del Web (cioè molto molto in fretta) quello che 10 anni fa pareva impossibile oggi è una realtà: Google ed Apple sono ai vertici del mondo e se lo contendono.
Vi sembra esagerato?
Come potrebbe essere esagerato pensare che un’azienda, una sola azienda, controlli virtualmente tutte le ricerche che vengono fatte in Rete?
E è esagerato dire che su iTunes passa tutta la produzione musicale di tutti i tempi così come quella libraria?
Se tutta la conoscenza dell’umanità passa per queste due aziende, e così è, non è assolutamente azzardato dire che si spingano verso il dominio del mondo: ovvio, non si parla di un dominio politico o militare, ma di un dominio socio economico.
E se le danno anche di santa ragione: “
Google lancerà entro l’anno un servizio per il download di canzoni collegato al suo motore di ricerca, che sarà seguito nel 2011 da un servizio musicale in abbonamento (…) nei programmi di Google ci sarebbe l’offerta di musica sul Web e sui telefoni cellulari che usano il sistema operativo Android.
Un’entrata a gamba tesa nel campo di gioco di Apple e del suo iTunes, aumentando la rivalità diretta tra le due aziende, iniziata proprio con lo sbarco della Big G nel mercato degli smartphone. Offensive e controffensive che vanno dalla pubblicità digitale (il lancio di iAd da parte della Mela) ai sistemi operativi (Android, appunto, e il futuro Chrome per pc).
vitadigitale.corriere.it

Store di musica, download di applicazioni, query di ricerca, data base di informazioni: ormai tutto quello che è online passa per le mani di Google e di Apple. Non ci resta che vedere solo chi la spunterà o se la spunteranno entrambe, dividendosi la torta a metà, anche se per ora le cose non stanno andando così.
E non dimentichiamoci di Microsoft: riusciranno i nostri eroi orfani di papà Bill Gates a riprendere la china e a smettere di scendere dall’Olimpo?
Se volete un’idea di come sarà il mondo iper-tecnologico ed iper-connesso dei nostri figli, date un occhio a questo immaginifico post del programmatore Merlinox nel quale Luca, un bambino nato oggi ma che parla dal 2040, racconta dei suoi “vecchi” e cioè di noi.

24 Giu 2010
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