Uno smartphone per scoprire gli evasori

Abbiamo detto diverse volte che l’unico limite per la realizzazione di applicazioni mobili è la fantasia di chi pensa le applicazioni stesse.

Grazie alla grande potenza di calcolo di queste piccole macchine portatili e grazie alla geo-localizzazione tramite GPS, oggi possiamo creare applicativi e “giochi sociali” di ogni tipo, con limiti messi solo, appunto dalla fantasia.

Ecco quindi che sono nati social network come Four Square ad esempio, in grado non solo di geo-localizzarci ma anche di farci entrare nel mondo della geo-referenziazione, ovvero nel mondo in cui in base al posto in cui mi trovo, posso scrivere non solo quello che sto facendo ma anche dei giudizi sul servizio o sui beni che mi vengono offerti.

Di fatto, se sono in un ristorante, posso dire di aver mangiato bene o male, che c’è un servizio ottimo o scadente e così via, rendendo l’utente finale potentissimo di fronte a tutto quello che fino ad oggi è sfuggito al controllo.

Certamente se tutti usassero FourSquare, per nominare il più famoso, i gestori dei locali forse ci penserebbero prima di ricaricare il prezzo sui turisti o di essere sgarbati con gli stessi, ad esempio.

Quindi se mettiamo insieme la tecnologia dei telefonini, la fantasia, la geo-localizzazione e la coscienza civile si possono ottenere risultati e idee strabilianti, come quella di “scoprire gli evasori” grazie ad una applicazione”.

L’idea di “tassa.li” (questo il nome dell’applicazione) è semplice: segnalare attraverso il proprio smartphone gli esercizi commerciali che non rilasciano scontrini e ricevute fiscali. A realizzarla è stata un team di giovani ragazzi: “Con lo scopo di creare uno strumento utile per la collettività”, scrivono sul sito.

Una volta lanciato il programma l’utente si trova davanti a una schermata con due voci da compilare. In una occorre inserire l’importo dello scontrino mancato, nell’altra bisogna specificare la categoria di esercizio commerciale: si può scegliere tra “bar e ristoranti”, “locali notturni”, “negozi” e un generico “servizi”. Basta cliccare su “invio” e la segnalazione si va ad aggiungere a quelle degli altri utenti.” (Fonte)

Di fatto, siamo di fronte ad una grande rivoluzione del tutto basata sui dispositivi mobili, una rivoluzione che da un lato sembra davvero qualcosa di straordinario e che dall’altro prende le forme e le peculiarità di un grande fratello digitale o, peggio, di una caccia alle streghe.

Sta a noi uscirne nella maniera più intelligente.

9 Set 2011
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